Alessandro Farnese e Maria d’Aviz

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Project Description

Ritratto di Alessandro Farnese
(olio su tela)

Ritratto di Maria d’Aviz
(pittura su avorio)

Anche questa settimana il #Respiro d’arte# ci racconta di altri due personaggi che hanno lasciato un importante segno nella storia della nostra città.
Nella Collezione Cozza, donata a Fondazione Cariparma nel 1993, compare un piccolo olio, quasi una miniatura, con cornice lignea riccamente intagliata; è un ritratto del terzo duca di Parma, Alessandro Farnese (1545 – 1592). Il dipinto è databile alla seconda metà del XVI secolo.

Unico figlio di Ottavio Farnese e Margherita d’Austria figlia naturale di Carlo V, Alessandro trascorse i primi anni della sua vita a Parma dove, tra il 1551 e il 1552, fu testimone della cosiddetta guerra di Parma tra le truppe francesi e ducali contro quelle pontificie e imperiali e poté vedere all’opera il commissario alla guerra e all’artiglieria del ducato Francesco De Marchi, grande esperto di fortificazioni e di tecnologie militari.

Dopo il trattato di Gand nel 1556, tra Filippo II di Spagna e il Duca Ottavio, Alessandro venne invitato – anche come ostaggio – alla corte spagnola, che si trovava a Bruxelles, dove, nel dicembre dello stesso anno, fu accompagnato dalla madre, sorellastra di Filippo. L’accoglienza dello zio fu calorosa e Alessandro ne conquistò presto la stima, divenendo suo accompagnatore in ogni attività. Presto venne avviato alla carriera militare e per lungo tempo fu al servizio della Spagna come comandante dell’Armata delle Fiandre.

Giovanissimo, nel 1565, si sposò con Maria Daviz, erede del trono di Portogallo. Nel 1567 gli sposi si trasferirono a Parma dove, nacquero la primogenita Margherita e due anni dopo l’erede al trono ducale Ranuccio e poi Odoardo, futuro Cardinale.
Dopo la prematura morte della moglie, nel 1571 raggiunse lo zio Giovanni d’Austria e partecipò alla cruenta battaglia di Lepanto contro le flotte ottomane; in tale occasione Alessandro si distinse per il suo coraggio e la sua perizia militare.
Nel 1578, alla morte di Giovanni d’Austria, Filippo II lo designò governatore generale delle Fiandre e di Borgogna e capitano generale dell’esercito. Tra il 1584 e il 1585 conquistò Gand, Bruxelles e Nimega. Il 17 agosto 1585 cadde anche Anversa. Nella biblioteca di Busseto conserviamo una preziosa cinquecentina, Cesare Campana, Assedio e racquisto d’Anversa, fatto dal sereniss. Alessandro Farnese prencipe di Parma, … Con una breve narratione delle cose avvenute in Fiandra, dall’anno 1566. fin al 1584, con una tavola xilografata sull’assedio della città.

Alessandro fu tra i massimi condottieri del XVI secolo e le sue vittorie contribuirono all’assetto politico dell’Europa moderna; un’altra incisione contenuta in una seicentina Guglielmo Dondini, Historia de rebus in Gallia gestis ab Alexandro Farnesio Parmae, et Placentiae duce 3. supremo Belgii praefecto, stampata a Roma nel 1673 ci mostra Alessandro, identificato con la lettera B che guida le truppe al centro della battaglia.

Il ritratto ci mostra Alessandro che indossa l’armatura da parata con fasce decorate e dorate,

realizzata dalla bottega dell’armoraro Lucio Piccinino oggi conservata a Vienna,

e la gorgiera di merletto bianco. Nel 1592, durante un’ispezione nei pressi di Caudebec, in Francia, fu ferito ad una mano. La ferita minò la sua salute che peggiorò rapidamente e, nella notte tra il 2 e il 3 dicembre, nel monastero di San Waast, morì confortato dai sacramenti. I suoi resti mortali furono traslati a Parma dove sono ancora oggi nella cripta della Basilica della Madonna della Steccata insieme a quelli della moglie.
A Parma Alessandro Farnese risiedette per poco tempo, ma a lui si deve la realizzazione della Cittadella fortificata nella parte sud della città.

Il collezionista Andrea Cozza collocò in un’analoga cornice anche un piccolo ritratto della moglie di Alessandro, Maria Daviz

nipote di Manuele I re del Portogallo, databile alla fine del XVI secolo; era una donna di profondi sentimenti religiosi, di costumi castigatissimi ed innamoratissima del marito. Morì ad appena 39 anni. Nel dipinto Maria ci appare con un’acconciatura molto ricercata

arricchita da gioielli, perle bianche e una spilla a forma di mazzo di fiori; indossa un abito bianco con ricami blu, rossi e dorati con un’alta gorgiera

realizzata in raffinatissimo pizzo bianco, orecchini di perla e collana di perle e croce.

Scheda realizzata in collaborazione con Artificio Società Cooperativa

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