In provincia di Parma si vive bene: ne è soddisfatto il 64% dei cittadini. E la soddisfazione per la qualità della vita dipende in buona misura dai servizi erogati sul territorio, che sono promossi dal 72%, con un dato cresciuto di 8 punti rispetto al 2022. Ma non mancano criticità: a fronte di un contesto, quello della provincia di Parma, che si distingue nel panorama nazionale per indicatori di benessere consolidati (ricchezza, occupazione, demografia), il percepito della popolazione racconta “insicurezza”; e non solo urbana.
A queste fragilità ma anche agli ostacoli che limitano la possibilità del territorio di esprimere in pieno le proprie potenzialità, la Fondazione Cariparma ha inteso prestare un rinnovato ascolto, e lo ha fatto attraverso un’indagine dell’Istituto Demòpolis che ha individuato i bisogni emergenti e le sfide della provincia, studiando il posizionamento ed il ruolo possibile della Fondazione nel suo nuovo corso. La ricerca è stata condotta su un duplice campione demoscopico di cittadini e stakeholder del territorio.
I risultati dell’indagine sono stati presentati a Parma dal direttore dell’Istituto nazionale di ricerche Demopolis Pietro Vento e dalla ricercatrice Maria Sabrina Titone.
Negli ultimi tre anni Fondazione Cariparma ha operato un cambiamento sistemico, di approccio e di visione: con una tendenza ad affiancare gli attori di sviluppo sul territorio invece di limitarsi a sostenerli; con una dinamica operativa più aperta ed interventista. A questa scelta, tramite l’indagine affidata all’Istituto Demopolis, Fondazione Cariparma ha associato una rimappatura del contesto, con un’operazione pionieristica non solo di ascolto del territorio, ma anche di definizione di una roadmap per il futuro.
L’indagine individua tre “S” da curare in provincia: sanità, sicurezza, sostegno al potere d’acquisto delle famiglie.
Al primo posto, fra gli ambiti problematici della provincia di Parma, i due terzi dei cittadini indicano infatti l’accesso ai servizi sanitari e le liste d’attesa (67%), divenuti problematici in tutto il Paese dopo l’emergenza Covid. Il 63% segnala il costo della vita, mentre poco meno di 6 su 10 citano la microcriminalità e l’insicurezza urbana che, nella percezione della maggioranza assoluta (52%), è aumentata nell’ultimo triennio.
Il tema della sicurezza investe oggi l’intera comunità nazionale, non solo quella parmense, interrogando la politica a tutti i livelli di rappresentanza istituzionale; anche perché, non di rado, si dimostra amplificato da una percezione di vulnerabilità e di disorientamento, ben oltre il tema della sicurezza quotidiana.
Una variabile centrale di vulnerabilità si rintraccia nell’impatto dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita che, negli ultimi 3 anni, si è fatto sentire per l’84% degli intervistati.
In coerenza con le criticità individuate dall’indagine si sviluppa la classifica delle priorità di intervento per la provincia di Parma stilata dai cittadini. Sul podio, il rafforzamento dei servizi sanitari, seguiti dalla richiesta di sicurezza urbana e dal contrasto al costo della vita. Circa la metà dei cittadini segnala l’urgenza di intervenire con politiche per sanare il disagio giovanile.
In questo contesto, si colloca l’operatività della Fondazione Cariparma che – secondo i risultati dell’indagine Demopolis – si rivela riferimento istituzionale riconosciuto e stimato dal territorio e dai suoi cittadini: il 95% la conosce; 3 su 4 sanno di che cosa si occupa.
Nella percezione diffusa della popolazione, la Fondazione Cariparma è un “presidio a supporto del tessuto sociale” (37%), ma anche “motore sussidiario fra istituzioni e territorio” (33%) e attore di filantropia innovativa (27%).
Inoltre, secondo le evidenze dell’indagine Demopolis, nell’ultimo triennio di cambiamento, il posizionamento e l’operatività percepita della Fondazione sono mutati in meglio: consolidandosi e maturando, come si rivela anche nella ricognizione delle caratteristiche meglio percepite dall’opinione pubblica.
Al primo posto, i cittadini confermano di riconoscere a Fondazione Cariparma una peculiare attenzione alla cultura intesa come strumento di inclusione e connettore di nuovi legami (75%), ma anche al sociale e alle esigenze dei cittadini (67%). I due terzi citano il supporto alle istituzioni e al terzo settore.
Ma è la propensione all’innovazione il dato percepito più interessante, non solo perché ampiamente maggioritario (56%), ma soprattutto perché cresciuto di 17 punti nel triennio.
Fra le caratteristiche riconosciute alla Fondazione Cariparma, superano la maggioranza assoluta di citazioni anche i dati relativi alla voce “capacità di dare risposta ai bisogni locali” (54%), alla competenza nella gestione delle risorse (53%) e alla visione strategica del territorio e delle sue potenzialità (52%). In quest’ultimo caso, il dato risulta cresciuto di 11 punti nel triennio, confermando la maturazione dell’immagine percepita dell’Ente.
Non a caso, dunque, il 64% dei cittadini vorrebbe maggiore informazione sull’Ente, l’importanza percepita del ruolo di Fondazione Cariparma oggi supera il 70%, ed è del 76% la percentuale di popolazione che giudica positivamente l’operato della Fondazione, con un trend di crescita di 12 punti rispetto al 2022.
“A quattro anni dall’ultima indagine condotta da Demopolis – ha dichiarato Franco Magnani, Presidente di Fondazione Cariparma – i nuovi dati confermano un risultato per noi essenziale: la fiducia. L’ampia conoscenza e il riconoscimento del ruolo strategico che abbiamo avviato con il piano strategico 2024-2027 ci responsabilizzano ulteriormente. In un contesto nazionale attraversato da fragilità economiche e sociali, le fondazioni di origine bancaria come la nostra sono chiamate ad evolvere: non solo sostenere, ma generare visione, rafforzare le persone e le istituzioni, promuovere coesione. È questo il percorso che intendiamo continuare a percorrere, con trasparenza e capacità di innovazione”.
Demopolis ha scelto di illustrare al campione di cittadini il processo interno di innovazione della Fondazione Cariparma, che si propone di “operare in un’ottica non tanto di filantropia riparativa ma di filantropia innovativa, abbandonando la logica settoriale e scegliendo un approccio trasversale ed intersettoriale ai bisogni del territorio”. Oggi, in provincia di Parma, il 68% giudica positivamente le scelte di cambiamento e di innovazione decise dalla Fondazione Cariparma, con un dato che cresce al 73% fra gli stakeholder.
Considerata la qualità e la specifica rappresentatività proprio del campione di opinion leader e stakeholder intervistato da Demopolis, di estremo interesse si rivela la rassegna delle iniziative segnalate da questi ultimi, cui la Fondazione Cariparma dovrebbe dedicare nuovo o ulteriore impegno: sostegno alle istituzioni scolastiche, nel supporto alle fragilità emergenti (61%), contrasto alle crescenti disuguaglianze e lotta alle nuove povertà (59%), supporto alla sanità pubblica, per garantire le prestazioni attese (52%), creazione di spazi di aggregazione pensati per le nuove generazioni (49%).
Coerentemente, quasi 4 su 10 vorrebbero che Fondazione Cariparma favorisse il protagonismo dei giovani del territorio in occasione di Parma Capitale Europea dei giovani.
“La ricerca – ha concluso il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – consegna l’immagine di una Fondazione con una reputazione solida e in crescita, capace di rafforzare il proprio radicamento territoriale e, al tempo stesso, di interpretare un ruolo coerente con le sfide che attraversano il sistema delle fondazioni italiane, avendo intrapreso con decisione una direzione innovativa che delinea un nuovo modo di fare filantropia, con uno sguardo strategico al futuro e alle sfide di sviluppo della provincia di Parma”.
Nota informativa e campioni di rilevazione demoscopica: cittadini e stakeholder della provincia di Parma.
L’indagine è stata condotta per la Fondazione Cariparma dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, su un campione stratificato di 1.004 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione maggiorenne residente in provincia di Parma. La rilevazione quantitativa, preceduta da un’ampia fase di ricerca qualitativa, è stata realizzata con modalità integrate cawi-cati-cami dal 21 al 30 novembre 2025. Demopolis ha analizzato, accanto alla popolazione nel suo complesso, anche un target particolarmente significativo di 360 Opinion leader e Stakeholder, con un’ulteriore rilevazione demoscopica su un campione ragionato di rappresentanti delle Istituzioni pubbliche, delle organizzazioni del Terzo Settore, del mondo dell’Università e della Scuola.
Coordinamento della ricerca a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.








