

Tesori di carta
1 Ottobre 2026 - 8:00 - 28 Febbraio 2027 - 17:00
Una piccola mostra tematica offre al pubblico l’occasione di ammirare da vicino libri rari o curiosità bibliografiche, raccontandone la storia e il valore culturale. Un invito a scoprire, mese dopo mese, la ricchezza di un patrimonio librario unico.
L’opera del mese sarà esposta a pianoterra negli orari di apertura della biblioteca.
Ottobre
ALIGHIERI, Dante. La Commedia. Con il commento di Cristoforo Landino.
Venezia, Matteo Capcasa (di Codeca), 1493
Questa seconda edizione veneziana della Commedia con il commento di Cristoforo Landino, apparsa il 29 novembre 1493 per i torchi del parmense Matteo Capcasa, segue a breve distanza dall’edizione dello stesso tipografo del 1491. Il testo poetico è composto in carattere romano di corpo maggiore rispetto a quello impiegato per il commento, creando una chiara gerarchia visiva tra testo e apparato esegetico. L’opera è impreziosita da tre xilografie a piena pagina, una per ciascuna cantica, in cornici nel gusto del Rinascimento veneziano, da 97 vignette xilografiche relative ai canti e da numerose eleganti iniziali.
Questa impresa è una delle più significative della tipografia e della illustrazione a Venezia.
In appendice sono il Pater noster, l’Ave Maria e il Credo nella spuria volgarizzazione di Dante.
Novembre
MANZOLLI, Pier Angelo. Zodiacus vitae.
Venezia, Bernardino Vitali, 1535?
Lo Zodiacus vitae è un poema latino in dodici libri, ciascuno associato a un segno dello zodiaco, nel quale l’autore propone un itinerario morale e filosofico dalla condizione terrena alla conoscenza di Dio. L’inserimento di digressioni satiriche nei confronti degli ecclesiastici fu il motivo dell’inserimento nell’Indice del trattato.
La prima edizione veneziana, attribuita a Bernardino Vitali e priva di data, è tradizionalmente collocata intorno al 1535-1536; la licenza di stampa fu concessa a Venezia nel febbraio 1535. L’identificazione dell’autore con Pier Angelo Manzolli è oggi discussa: gli studi hanno proposto come nome effettivo Marcello Stellato.
L’importanza tipografica dell’edizione risiede soprattutto nella precoce circolazione a stampa di un testo latino destinato a una straordinaria fortuna europea: tra XVI e XVIII secolo dello Zodiacus vitae si conoscono oltre sessanta edizioni. La nostra edizione è presente in Italia in sole sei biblioteche.
Dicembre
FERRARI, Giovanni Battista. Flora ouero Cultura di fiori.
In Roma, per Pier’Antonio Facciotti, 1638
Traduzione italiana, curata da Lodovico Aureli, del trattato De florum cultura del gesuita Giovanni Battista Ferrari, dedicato alla coltivazione e alla cultura dei fiori e dei giardini. Pubblicata a Roma nel 1638 da Pier’Antonio Facciotti, conta 520 pagine ed è corredata da un frontespizio inciso e da un ricco apparato di tavole a piena pagina. Le incisioni furono realizzate soprattutto da Johann Friedrich Greuter e Claude Mellan su disegni di artisti celebri quali Pietro da Cortona, Guido Reni e Andrea Sacchi, autori delle splendide allegorie.
Il libro rappresenta uno straordinario incontro tra scienza botanica, cultura del giardino e arte figurativa: testo, tipografia e incisione vengono progettati come componenti di un unico oggetto editoriale che nella prima edizione in latino ebbe una vastissima circolazione in Europa come esempio sontuoso della produzione libraria del Seicento italiano.
Dello stesso autore e di medesima importanza è anche posseduto dalla Fondazione Cariparma Hesperides siue De malorum aureorum cultura che è il primo, molto vasto e scientificamente illustrato repertorio degli agrumi, volume che utilizza anche altri grandi pittori del Barocco romano, tra cui Francesco Albani, Nicolas Poussin, Giovanni Francesco Romanelli e Girolamo Rainaldi.
Gennaio
Oratio Dominica in 155. linguas versa et exoticis characteribus plerumque expressa.
Parma, Bodoni, 1806
Il Padre nostro in 155 lingue è una delle imprese tipografiche più celebri di Giambattista Bodoni. Realizzata a Parma nel 1806, l’opera nacque anche come risposta alla precedente raccolta poliglotta promossa in Francia da J.J. Marcel, direttore della Imprimerie Nationale, di cui Pio VII aveva parlato a Bodoni nel suo passaggio da Parma al ritorno dalla prigionia napoleonica. Questa Oratio dominica fu dedicata al viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais. Bodoni vi impiegò 215 differenti caratteri, fra alfabeti latini, greci ed esotici, alcuni appositamente incisi e fusi per l’occasione.
Più che un semplice libro religioso o linguistico, l’Oratio Dominica è un vero campionario della tipografia universale: ogni lingua diventa occasione per dimostrare la capacità tecnica della stamperia e l’eleganza della composizione bodoniana. L’opera è considerata il più vasto repertorio di alfabeti e caratteri tipografici allora pubblicato, un vero straordinariamente vasto campionario dei suoi caratteri, e rappresenta uno dei vertici della concezione moderna della pagina come costruzione armonica di caratteri, spazi e proporzioni.
Febbraio
POLO, Marco. Il milione. Litografie di Massimo Campigli.
Milano, U. Hoepli, stampa 1942
L’edizione ebbe una tiratura di soli 150 esemplari. Il testo, tratto dal codice Magliabechiano e curato da Dante Olivieri, fu composto e stampato a Verona sui torchi dell’Officina Bodoni di Giovanni Mardersteig; il volume comprende 30 litografie originali di Massimo Campigli, tirate a mano da Piero Fornasetti.
L’opera costituisce un modello esemplare del libro d’artista italiano del Novecento, nel quale tipografia, illustrazione e qualità materiale concorrono alla costruzione di un oggetto unitario. La composizione tipografica di Mardersteig, basata sui caratteri Griffo tondo e corsivo, dialoga con le forme arcaizzanti e sintetiche di Campigli.








