Non solo un market solidale, ma un vero e proprio ecosistema di inclusione e supporto socio-economico per il territorio. È questo il bilancio emerso oggi a Parma, presso la sede di Fondazione Cariparma, durante l’evento di restituzione dedicato alle aziende e ai donatori che nel biennio 2024-2025 hanno sostenuto l’Emporio Solidale di Parma attraverso beni materiali ed erogazioni economiche.

L’incontro, organizzato in stretta collaborazione con la Fondazione, è stato l’occasione per presentare una fotografia complessa e profonda delle attività dell’Emporio nel corso del 2025. Se il contrasto alla povertà alimentare rimane l’attività principale – con circa 1.800 famiglie seguite (6.000 persone stimate), 40.000 spese effettuate e un valore dei beni distribuiti pari a circa 6,5 milioni di euro – i riflettori si sono accesi sull’imponente impatto sociale e formativo generato dagli sportelli specialistici e dai progetti di cittadinanza attiva. A queste si aggiungono le 260 famiglie in condizioni di estrema vulnerabilità assistite a domicilio o tramite ritiro (circa 1.400 pacchi consegnati) in convenzione con il Comune di Parma tramite il portale “Emergenze Sociali”.

Oltre il cibo: la risposta della rete degli sportelli sociali

L’Emporio si è strutturato negli anni come un centro di orientamento e supporto a 360 gradi, volto a rimuovere le cause profonde della marginalità. Tra i risultati più significativi spiccano quelli dello Sportello Lavoro, che nel 2025 ha preso in carico 188 utenti, riuscendo a ricollocare professionalmente ben 92 persone (il 49% del totale), in un contesto in cui il 65% di chi si presenta è disoccupato da più di un anno.

Di fondamentale importanza anche la tutela dei diritti di base e della salute, garantita dagli altri presidi specialistici attivati all’interno della struttura:

  • Sportello Occhiali (attivo da settembre 2025): 28 bambini visitati gratuitamente, con relativa consegna di lenti e montature a costo zero.
  • Sportello Assistenza Legale: 26 nuovi casi complessi seguiti (sfratti, morosità, separazioni e ricongiungimenti) e un totale di circa 50 casi in carico
  • Sportello Energia: 60 consulenze effettuate per contrastare la povertà energetica.
  • Sportello Orientamento Sanitario: 15 casi ad alta complessità seguiti (esenzioni ticket, farmaci di fascia C, trasporti sanitari), potenziati da ottobre 2025 dalle attività dello sportello mobile in collaborazione con Assistenza Pubblica Parma e Croce Rossa Italiana.

Scuola, Università e Comunità: l’Emporio come hub educativo

L’attività dell’Emporio si riflette anche sulla crescita culturale e sulla coesione della città. Nel corso del 2025 la struttura ha distribuito beni complementari cruciali come 220 kit scuola completi (zaino, astuccio e quaderni) per i bambini di prima elementare e prima media, 7.500 quaderni e 153 biciclette rimesse a nuovo grazie all’accordo con FIAB Parma, oltre a circa 25.000 capi d’abbigliamento usati.

Estremamente profondo il legame con il mondo dell’istruzione: l’Emporio ha incontrato 25 classi delle scuole superiori di Parma (coinvolgendo istituti storici come Romagnosi, Ulivi, Melloni, Rondani, Bodoni, Bertolucci, Giordani, Marconi, Toschi e ITIS) e partecipato a 12 assemblee d’istituto per sensibilizzare le giovani generazioni sui temi delle disuguaglianze. Solido anche il rapporto con l’Università di Parma, che ha visto l’accoglienza di tirocinanti e lo sviluppo di due importanti ricerche per dottorati di ricerca basate sul modello logistico e sociale dell’Emporio. Un’infrastruttura sociale mossa dal motore del volontariato, che conta quasi 200 volontari attivi, con una media giornaliera di 35 persone impegnate in turni di 4 ore.

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«Questa giornata rappresenta un’occasione per noi fondamentale per restituire al tessuto imprenditoriale e ai donatori il frutto concreto del nostro lavoro, specialmente sul fronte del riscatto sociale – ha dichiarato Maurizio De Vitis, Presidente dell’Emporio Solidale di Parma –. Ciò che facciamo è tanto, ma riusciamo a realizzarlo solo ed esclusivamente grazie al supporto vitale delle aziende che scelgono di sostenerci economicamente e con le donazioni di cibo».

De Vitis ha poi espresso forte preoccupazione per i prossimi mesi: «Purtroppo ci troviamo di fronte a uno scenario socio-economico grave. Le ricadute della crisi economica globale, esasperata dalle drammatiche tensioni in Medio Oriente, ci lasciano molto allarmati per ciò che potrebbe accadere a partire da settembre. Quando gli effetti dei rincari di energia, carburante e greggio colpirà in modo ancora più duro le famiglie in bilico finanziario, ci aspettiamo un nuovo, massiccio afflusso di persone ai nostri sportelli. Sarà difficile dare una risposta a tutti. Per questo il nostro auspicio e il nostro appello oggi è quello di stringere ancora di più le maglie di questa straordinaria comunità che ci sostiene, per far sì che nessuno a Parma venga lasciato indietro».

Franco Magnani, Presidente di Fondazione Cariparma, ha dichiarato: “In momenti storici di profonda crisi e fragilità, come quello che stiamo attraversando, la lotta alle disuguaglianze, il sostegno al potere di acquisto delle famiglie, la garanzia della cura, della sicurezza e dei beni primari a tutti i cittadini e le cittadine devono essere una priorità. La sono per la nostra Fondazione e per Emporio Solidale, realtà a cui siamo immensamente grati. L’impegno dimostrato e la costante attenzione a tutto il tessuto sociale del nostro territorio la rendono un pilastro fondamentale per Parma e provincia. Quando, 15 anni fa, abbiamo sostenuto la nascita di questa realtà – e successivamente delle altre due analoghe in provincia – non ci aspettavamo che avremmo raggiunto questi numeri. Cifre agghiaccianti e, purtroppo, in costante aumento che però ci dimostrano di aver intrapreso la strada corretta che continuiamo a percorrere accompagnando, di anno in anno, Emporio Solidale verso obiettivi condivisi. Come Fondazione, siamo infatti in costante dialogo con i nostri stakeholder, tra cui Emporio è sempre in prima fila, per osservare i fenomeni che attraversano la nostra società ed intervenire preventivamente, con azioni collettive che generino valore condiviso, prima che diventino emergenza.”