Le Collezioni d’arte di Fondazione Cariparma
Le Collezioni d’arte di Fondazione Cariparma rappresentano uno dei più significativi patrimoni culturali del territorio parmense e testimoniano l’impegno che la Fondazione porta avanti da sempre nella valorizzazione dell’arte e della cultura come strumenti di crescita della comunità, di dialogo tra generazioni e di coesione sociale. Si tratta di un patrimonio in continua valorizzazione, oggetto di attività di catalogazione, ricerca, restauro e promozione, finalizzate a favorirne la conoscenza da parte del pubblico e della comunità scientifica. Proprio la volontà di rendere questo patrimonio sempre più vivo e accessibile ha spinto la Fondazione a trovare una nuova modalità di fruizione, attraverso il progetto Connessioni, il modello di sperimentazione diffusa delle Collezioni d’arte di Fondazione Cariparma, grazie al quale una parte significativa delle opere custodite nelle sale e nei sotterranei di Palazzo Bossi Bocchi, uscirà dai tradizionali spazi di conservazione, per abitare luoghi diversi del territorio fra cui musei, spazi culturali ma anche luoghi non convenzionali in cui l’arte assume un ruolo di benessere e cura.
Le opere provengono dai nuclei derivanti dalle acquisizioni della Cassa di Risparmio prima e della Fondazione poi, che hanno promosso un collezionismo teso alla conservazione e alla tutela della memoria locale.
Nel corso degli anni, le collezioni sono state inoltre arricchite dalle numerose donazioni di privati che hanno permesso di ampliare l’origine e la varietà di tipologie delle raccolte: dallo splendido autoritratto a penna di Parmigianino,
passando per la caravaggesca tela di Lanfranco, dai seicenteschi ritratti farnesiani a quelli di epoca borbonica di Van Loo, dalle padane nature morte di Boselli al prezioso ciclo ottocentesco di Giambattista Borghesi, sino alla Parma trasfigurata di Bruno Zoni e al dialogo con l’informale di Goliardo Padova.
Tra le opere dell’intera collezione, sono stati individuati, come particolarmente rilevanti, quattro fondi che identificano altrettanti ambiti di eccellenza: la Collezione Renato Bruson, frutto della straordinaria raccolta del celebre baritono e di sua moglie Tita, che custodisce un importante nucleo di opere dell’ 800 italiano; la donazione Mingardi, con i suoi 195 “Libri d’Artista”, realizzati dai più importanti artisti e pubblicati a cavallo tra la fine del XIX e la metà del XX secolo, e i 134 volumi del fondo sulla storia dell’editoria europea, dal XV al XX secolo. Il fondo di Cartamoneta che rappresenta una testimonianza di grande valore storico ed economico, attraverso cui è possibile ripercorrere vicende, trasformazioni e identità del nostro Paese. Il quarto fondo è rappresentato dall’Archivio di Carlo Bavagnoli, uno dei padri del fotogiornalismo italiano composto da 20.000 oggetti tra negativi, diapositive, provini e 150 volumi sulla storia della fotografia.
Accanto a questi fondi strategici, Fondazione Cariparma conserva numerose altre raccolte che testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio custodito. Dipinti, sculture, opere grafiche, documenti, oggetti d’arte e testimonianze legate alla storia del territorio compongono un insieme articolato che racconta secoli di creatività, committenza e produzione culturale. Gli importanti lasciti acquisiti nel tempo hanno ampliato i confini della raccolta, che ora va ben oltre l’ambito locale rivelando la raffinatezza di alcune collezioni private. Tra le donazioni di maggiore rilevanza si ricordano anche: la Donazione dei fratelli Edoardo e Domitilla Garbarino, che ha nello splendido nucleo di maioliche il suo punto di forza e la Donazione dei fratelli Maria e Andrea Cozza, che ha arricchito palazzo Bossi Bocchi di una consistente presenza di autori fiamminghi.








