Ideata per presentare la nuova donazione del Professor Corrado Mingardi, la mostra Nelle carte del Maestro. Gli autografi verdiani di proprietà di Fondazione Cariparma espone la raccolta di testimonianze verdiane conservate nelle collezioni d’arte di Fondazione Cariparma; attraverso tali documenti l’esposizione racconta quasi l’intera vicenda umana, artistica e civile del Maestro: dalla concessione della borsa di studio che permise al giovane Giuseppe Verdi di perfezionarsi a Milano, fino ai documenti testamentari che ne suggellano l’ultima volontà, ripercorrendo settant’anni di storia, dal 1831 al 1901.

Appena entrato nella collezione è il ritratto fotografico di Giuseppe Verdi con dedica autografata del Maestro a Léon Escudier, suo editore in Francia, che è l’oggetto della quarta e più recente donazione che il Professor Mingardi ha voluto conferire a Fondazione Cariparma. La fotografia, di straordinaria rarità per dimensioni, è datata e firmata dal Maestro e risale al viaggio di Verdi a Parigi nel settembre del 1867 e fu scattata dal fotografo tedesco Charles Reutlinger. Fu successivamente utilizzata da Rizzoli per illustrare l’antiporta della Forza del destino.

“È con profonda gratitudine che accogliamo l’ultima donazione del Professor Mingardi alla nostra Fondazione, un prezioso cimelio verdiano, significativo per il suo valore storico e per il legame con il nostro territorio. Proprio per esprimere la nostra riconoscenza e condividere con la comunità una testimonianza così importante, abbiamo voluto valorizzarla attraverso questa significativa esposizione. Ringrazio il Professor Mingardi per la fiducia e la generosità con cui, ancora una volta, ha scelto di affidare alla Fondazione un bene che sarà nostra cura custodire e tramandare.” ha dichiarato Franco Magnani, Presidente di Fondazione Cariparma.

Allestito presso le sale monumentali della Biblioteca di Busseto dall’11 ottobre al 31 gennaio 2027, il percorso della mostra si apre con uno dei documenti più emblematici dell’intera esposizione: la domanda con la quale il diciottenne Giuseppe Verdi fece richiesta, nel 1831, al Monte di Pietà di Busseto di una borsa di studio affinché potesse proseguire la propria formazione musicale a Milano. Pochi anni più tardi, un’altra preziosa testimonianza documentaria restituisce l’ambizione e la determinazione del giovane musicista: la lettera indirizzata nel 1837 alla duchessa Maria Luigia d’Austria, nella quale Verdi chiede di potersi esibire in un concerto alla corte di Parma.

La mostra documenta quindi gli anni della maturità creativa attraverso alcuni tra i più significativi autografi conservati dalla Fondazione. Tra questi spicca la celebre dedica del Macbeth al suocero e primo sostenitore Antonio Barezzi, datata 1847, una testimonianza di straordinario valore umano oltre che musicale, nella quale il compositore rende omaggio alla figura di colui che riconobbe sempre “padre, benefattore ed amico”.

Accanto ai documenti direttamente riconducibili alla carriera del Maestro trovano spazio testimonianze che raccontano il suo ruolo di educatore e promotore del talento. Tra esse figurano i certificati di studio del suo unico allievo, Emanuele Muzio, destinato a diventare uno dei più autorevoli e primi interpreti della tradizione verdiana e una lettera di raccomandazione del giovane musicista all’impresario della Scala Cattaneo (1851).

L’esposizione dedica ampio spazio anche all’impegno civile del Maestro e al suo contributo nella costruzione morale e politica dell’Italia unita. Di particolare rilievo è l’appello rivolto ai cittadini di Busseto nel 1859 per promuovere una sottoscrizione pubblica destinata ai caduti e ai feriti della Seconda guerra d’indipendenza italiana. Lo stesso spirito anima un altro straordinario documento, datato 1876, nel quale Verdi comunica l’intenzione di istituire presso il Monte di Pietà di Busseto una pensione annuale destinata a uno studente particolarmente meritevole “nelle scienze, nelle lettere o nelle arti”.

Il percorso prosegue con la documentazione relativa alle ultime volontà testamentarie di Verdi e al lascito al Monte di Pietà di Busseto di tre fondi agricoli situati a Sant’Agata. Concludono la mostra alcune carte musicali manoscritte provenienti dal fondo musicale della Filarmonica bussetana e due straordinari originali, quali l’abbozzo musicale autografo da Simon Boccanegra (1881) e l’abbozzo del Concertato finale dell’Atto III di Otello, prezioso e affascinante documento nel quale Verdi sviluppa i dettagli delle sue modifiche in occasione di Otello all’Opéra di Parigi nell’ottobre 1894 e che apporta un contributo fondamentale a quella che, di fatto, fu l’ultima musica che il Bussetano compose per il teatro.

Inaugurazione: Domenica 11 ottobre, ore 10
La mostra è visitabile ad ingresso gratuito fino al 31 gennaio 2027 ogni sabato pomeriggio alle 16.30 e ogni seconda domenica del mese in occasione di Meravigliosa biblioteca