Visione e metodo, partnership e corresponsabilità come motori di cambiamento, impatti duraturi e investimenti sulle capacità, sono gli elementi della filantropia innovativa di Fondazione Cariparma, che ha chiuso il 2025 con quasi 37 milioni di euro deliberati e la conferma che il nuovo approccio filantropico proposto al territorio è in grado di rispondere ai bisogni della comunità. Di questi 37 milioni, 22 afferiscono allo strumento dei Bandi, che si confermano centrali nello svolgimento della Missione di Fondazione Cariparma: stimolare la comunità a presentare proposte progettuali capaci di generare un impatto sociale, culturale ed economico. Bandi, quelli di Fondazione Cariparma, che si rivolgono per contenuti, alle quattro linee di azione – come da Documento Programmatico Previsionale (DPP) – correlate agli obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile: Società e Sfide per il welfare, Trasformazioni urbane e del territorio, Capitale umano e innovazione e Sostegno (R)esistente e che cercano di indirizzare risorse verso bisogni mirati, oltre a promuovere una visione integrata e collaborativa per affrontare trasversalmente le sfide locali emergenti. Il tutto, attraverso una logica interconnessa consapevole della complessità del contesto di riferimento e volta a generare impatti a lungo termine attraverso il rafforzamento delle capacità locali.
“Con il Piano Strategico 2024–2027 Fondazione Cariparma ha scelto di assumere un ruolo più proattivo e generativo: non si limita a sostenere i progetti, ma contribuisce a leggere i bisogni emergenti, a orientare il territorio e a costruire soluzioni condivise che rafforzino il benessere collettivo. I risultati presentati oggi confermano la rotta che abbiamo intrapreso.” ha affermato Franco Magnani, Presidente di Fondazione Cariparma.
Le tre priorità strategiche individuate nel Piano – ridurre le disuguaglianze, rafforzare persone e istituzioni, accompagnare le trasformazioni del territorio – non sono ambiti separati, ma parti di un’unica strategia. Fondazione Cariparma è infatti consapevole che solo investendo su connessioni, dati e alleanze è possibile affrontare i bisogni in modo efficace e duraturo. Infine, l’approccio di Fondazione Cariparma mostra il valore che viene riconosciuto alle Governance territoriali e alla collettività: “I risultati, che raccogliamo dall’attività filantropica agita nell’orizzonte del nostro Piano Strategico, dimostrano come la Fondazione stia svolgendo un ruolo di regia territoriale per promuovere reti, facilitare processi partecipativi e sostenere competenze che rafforzano la capacità del territorio di governare il cambiamento” ha aggiunto Antonio Lunardini, Direttore Generale di Fondazione Cariparma.
I quasi 37 milioni di euro deliberati, sono stati così assegnati tra risorse e progetti sulle quattro linee d’azione: “Società e sfide per il welfare” (Euro 11.488.436 per n. 43 progetti), “Trasformazioni urbane e del territorio” (Euro 12.550.855 per n. 55 progetti), “Sviluppo del capitale umano e innovazione” (Euro 5.279.805 per n. 69 progetti) e “Sostegno (R)esistente” (Euro 7.589.357 per 248 progetti).
Dopo le introduzioni del Presidente Magnani e del Direttore Lunardini, si sono svolti quattro panel tematici: il primo, dedicato alla linea Società e Sfide per il Welfare, ha visto la Vice Presidente Elena Saccenti, interfacciarsi con il Sindaco di Parma Michele Guerra e l’architetto Andrea Cantini del Comune di Parma, che hanno portato la propria testimonianza con il progetto “Abitare la Comunità” che si è aggiudicato il Bando Welfare Connesso, oltre alla Direttrice della Fondazione Bambini e Autismo, che ha raccontato il progetto “Aperto per ferie” sostenuto dal Bando Avere Cura di Chi Cura. Per il Panel dedicato alla linea d’azione Trasformazioni Urbane e del Territorio, la voce di Fondazione è stata quella del Consigliere d’Amministrazione Guglielmo Cacchioli, che è entrato nel vivo dei Bandi Comunità Sostenibili e Patto per il Territorio, anche grazie alla partecipazione di Daniele Uboldi, Presidente della CER Appennino Ovest, che ha raccontato il progetto “Una Montagna d’Energia” e al Vice Presidente di CAI Parma, Roberto Zanzucchi, che ha portato la sua esperienza sulla progettazione per il Bando Patto per il Territorio con il progetto “Una Montagna in città”. Il terzo panel tematico ha visto come protagonisti il Consigliere di Amministrazione Paolo Alinovi insieme alla Presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Parma, Maria Bertoluzzi per il progetto “Stile Nuovo” e la dirigente scolastica della scuola Micheli di Parma, Chiara Palù, che ha raccontato il progetto sostenuto dal Bando Competenze Plus, Innovamat. Ultimo, da scaletta, il panel dedicato alla linea d’azione Sostegno (R)esistente: attraverso i Bandi di Sostegno (R)esistente Fondazione Cariparma dimostra di fidarsi delle organizzazioni del suo territorio, sostenendole sia economicamente che strategicamente, affinché possano sviluppare modelli di business più solidi e divenire più resilienti e autonome. A portare la voce di Fondazione Cariparma su questa linea è stata la Consigliera di Amministrazione Marcella Saccani, insieme alle testimonianze dell’Associazione Coworking di Salsomaggiore Terme, nella persona di Daniela Ravanetti con Spiegamelo! Festival e Anmic, con il Presidente Walter Antonini, che ha portato l’esperienza del progetto Disabilità: tecnica e sociale al servizio delle persone.
Cresce l’attività filantropica ma non solo, con 73,3 milioni di Euro, il Bilancio di Esercizio 2025 della Fondazione riconferma la costante crescita dell’avanzo di esercizio del quadriennio ‘22-‘25, con un significativo aumento di oltre 11 milioni/Euro rispetto all’esercizio precedente. L’esercizio 2025 ha registrato proventi totali pari a 95,6 milioni di euro, anche questi ultimi in aumento di oltre 15 milioni/Euro.
Le conclusioni della mattinata sono state messe in luce dal Direttore Generale, Antonio Lunardini, che ha raccontato la ratio con la quale è stato redatto il nuovo Bilancio di Missione, nella forma ma anche nel suo contenuto: uno strumento che potesse dare massima trasparenza ed efficacia alla narrazione delle attività di Fondazione Cariparma, capace di accompagnarne la sua lettura. Uno sguardo infine poi al 2026 in corso, anno di avvio di un nuovo strumento erogativo destinato ai territori più marginalizzati del parmense – Generare Futuro – ma anche l’anno dell’avvio dei lavori per il nuovo Piano Strategico, la cui attività di mappatura e ascolto è già stata avviata con l’ultima indagine Demopolis sulla rappresentatività di Fondazione Cariparma e i nuovi bisogni emergenti.
“Per stare al passo coi grandi cambiamenti del nostro tempo la filantropia italiana è chiamata a cambiare: non basta più rispondere alle richieste, ma servono contributi fattivi per leggere i bisogni, orientare le priorità e costruire soluzioni sostenibili insieme agli stakeholder del territorio. Per questo le fondazioni stanno evolvendo per essere più capaci di generare conoscenza e di accompagnare le comunità nei cambiamenti, assumendo un ruolo proattivo e strategico” ha concluso Antonio Lunardini.
Le nuove pratiche filantropiche si fondano su fiducia, trasparenza e collaborazione. In questo quadro le fondazioni non possono più limitarsi a finanziare progetti, ma sono chiamate a promuovere iniziative collaborative in cui beneficiari, istituzioni e fondazioni lavorino insieme come co-creatori di soluzioni, condividendo obiettivi e responsabilità. In questo modo gli interventi diventano più pertinenti, più efficaci e più capaci di durare. Per affrontare fenomeni complessi servono strumenti adeguati. Per questo anche la filantropia di Fondazione Cariparma si è spostata verso un approccio data-driven, capace di leggere il territorio attraverso evidenze, analisi e informazioni condivise. I dati non sostituiscono l’ascolto, ma lo rendono più profondo e competente, permettendo di indirizzare le risorse dove possono generare l’impatto maggiore. Parte così da Parma la nuova volata verso il nuovo concetto di filantropia ‘di relazione’: le procedure non sostituiscono l’incontro ed è solo attraverso un dialogo constante che si generano nuove rotte per il cambiamento, volte a supportare lo sviluppo economico e sociale dei territori.








