Avviato l’iter procedurale per il rinnovo dei membri del Consiglio Generale

Con l’approvazione del bilancio relativo all’Esercizio 2019 scadrà il mandato dell’attuale Consiglio Generale di Fondazione Cariparma; il nuovo Consiglio durerà in carica fino all’approvazione del bilancio dell’Esercizio 2023. In applicazione di quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento Organi della Fondazione, è stato quindi attivato l’iter per il rinnovo del Consiglio stesso.

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Con l’approvazione del bilancio relativo all’Esercizio 2019 scadrà il mandato dell’attuale Consiglio Generale di Fondazione Cariparma; il nuovo Consiglio durerà in carica fino all’approvazione del bilancio dell’Esercizio 2023.

In applicazione di quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento Organi della Fondazione, è stato quindi attivato l’iter per il rinnovo del Consiglio stesso.

Sono state pertanto inviate le opportune comunicazioni agli Enti designanti, previsti dall’art. 16, comma 3, dello Statuto, specificando che nelle terne dei nominativi proposti vi sia la presenza di entrambi i generi.

A norma di Statuto, i futuri membri del Consiglio Generale dovranno possedere requisiti di alta professionalità, nonché opportune conoscenze specialistiche, con riferimento ai settori rilevanti o in relazione ad attività funzionali all’operatività della Fondazione, acquisite nello svolgimento di funzioni comportanti la gestione di risorse economico-finanziarie, anche attraverso l’esercizio di attività di direzione, amministrazione e controllo presso organizzazioni pubbliche o private ovvero di attività professionali per cui sia richiesta l’iscrizione ad Albi, Ordini o Collegi oppure di funzioni di ministro di culto o di insegnamento universitario o di attività di ricerca scientifica.

Oltre a ciò agli stessi sarà richiesta una comprovata capacità di programmazione, di definizione di obiettivi e di verifica del raggiungimento di risultati; un’approfondita conoscenza del territorio di riferimento di operatività della Fondazione; un’ampia competenza di sviluppo di connessioni e di lavoro in rete, con particolare attenzione allo sviluppo locale.

Tali  competenze e professionalità dovranno essere state maturate, preferibilmente, nei seguenti ambiti, tipici dell’operato della Fondazione: promozione dello sviluppo economico, welfare, filantropia e beneficenza, educazione, socio-sanitario, artistico-culturale, ricerca scientifica e tecnologica, socio-assistenziale.

Su tali basi, gli enti designanti dovranno indicare una terna di nominativi rappresentanti entrambi i generi, all’interno della quale il Consiglio Generale uscente di Fondazione Cariparma individuerà – nell’obiettivo del massimo beneficio per il territorio – le persone che andranno a comporre il nuovo Consiglio Generale.

Lo Statuto di Fondazione Cariparma – nella volontà di contemplare la massima rappresentatività del territorio – indica quali enti designanti il Comune di Parma, la Provincia di Parma, la Diocesi di Parma, l’Università degli Studi di Parma, la Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Parma, il Comune di Busseto; due terne di nominativi sono poi indicate congiuntamente da almeno 4 associazioni imprenditoriali, ad espressione di tutti i comparti dell’industria, della cooperazione, dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura, e da almeno 4 organizzazioni di volontariato iscritte nel registro regionale del volontariato ai sensi della legge regionale E.R. n. 12/2005, in entrambi i casi identificate sulla base della loro rappresentatività. Due membri sono infine indicati su nomina diretta del Consiglio Generale uscente.

L’iter si concluderà con la verifica dei requisiti e la conferma della nomina dei nuovi membri e con la pubblicazione sul sito della Fondazione dei curricula degli stessi.

AGGIORNAMENTO
Fondazione Cariparma informa che, come comunicato dall’ACRI con lettera del 30 marzo 2020, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha risposto positivamente alle richieste dell’Associazione in ordine all’estensione alle Fondazioni delle disposizioni emanate dal Governo con il D.L. 17 marzo 2020 n. 18.

Nello specifico, l’Autorità di vigilanza ha condiviso l’applicazione in via analogica alle Fondazioni delle previsioni recate dall’art. 106, comma 1, del citato decreto legge, riconoscendo loro la possibilità  di approvare il bilancio dell’esercizio 2019 entro la fine del prossimo mese di giugno, ed  ha altresì accolto la richiesta di commisurare a ritroso, dalla data che verrà individuata da ogni Fondazione per l’approvazione del bilancio, gli adempimenti ad essa propedeutici o connessi, fra cui quelli correlati all’eventuale rinnovo degli organi.

Alla luce di ciò, e stante il perdurare della situazione di emergenza sanitaria sul territorio nazionale, la Fondazione ha deliberato di usufruire di tale possibilità, rimandando l’approvazione del bilancio entro il prossimo 30 giugno 2020, salvo la possibilità di anticipare tale data in relazione all’evoluzione della situazione emergenziale; conseguentemente, in applicazione di quanto previsto dall’art.16 dello Statuto, anche la scadenza dell’attuale mandato del Presidente e dei membri del Consiglio Generale verrà posticipata alla nuova scadenza.

Ciò premesso si precisa che, in applicazione di quanto sopra, i termini previsti dallo statuto per l’iter di rinnovo del Consiglio Generale si intendono momentaneamente sospesi.

25 Febbraio 2020|
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