Restauro della Pieve di Sant'Ambrogio (Bazzano)


 
Il restauro ha permesso di rendere nuovamente fruibile al culto e alle attività parrocchiali il complesso della Pieve di Sant’Ambrogio. L’intervento, eseguito tra il 2001 e il 2003, ha previsto essenzialmente la messa in sicurezza e il restauro della chiesa con la risoluzione dei gravi problemi statici che ne minavano la solidità strutturale.  In una prima fase si è operato a livello fondale ripristinando omogeneità negli appoggi dell’edificio, per garantirne un comportamento uniforme sul terreno.

Gli interventi successivi hanno interessato le coperture e la riproposizione, nell’interno, dell’assetto cromatico ottocentesco. Nuove pavimentazioni in cotto hanno sostituito lastre di marmo, incongrue con l’assetto storico dell’edificio, nelle cappelle e nel presbiterio.

A completamento delle opere di restauro si è realizzato ex novo l’impianto di riscaldamento e di illuminazione per valorizzare l’articolazione spaziale della chiesa. All’esterno dell’edificio si è provveduto a ripristinare secondo il disegno originario, l’area del sagrato e dei percorsi di comunicazione con i tre cancelli di ingresso dal lato strada.

 

Cenni Storici

 

La Pieve di Sant'Ambrogio è menzionata per la prima volta in un documento del 920 ed è ricordata nel 1004 nell’elenco delle pievi della diocesi di Parma. All’interno la presenza del fonte battesimale, fra i più preziosi reperti di età romanica del parmense, ricorda come i secoli XII e XIII siano stati il periodo di maggiore importanza dell’edificio.

Non si conosce la consistenza edilizia della pieve nel corso del medioevo; è comunque probabile che già nel corso del XII secolo essa avesse assunto la struttura planimetrica a tre navate con il tradizionale orientamento est-ovest, variato poi nell’attuale in epoca moderna nel corso delle ristrutturazioni attuate fra XVI e XVII sec.

Nella seconda metà del Seicento l’arciprete Lorenzo Ziveri fa eseguire all’interno della pieve una serie di lavori che ne modificano sensibilmente l’assetto architettonico, costruendo le volte in muratura. L’eco di tali lavori è presente nella relazione della visita pastorale effettuata da Monsignor Camillo Marazzani nel giugno 1713, dove si parla di un edificio rinnovato, intonacato ed imbiancato, con un nuovo pavimento in laterizio. In data imprecisata nel corso del XVIII secolo viene eretta la prima cappella a fianco della navata laterale sud, quella in cui oggi è collocato il battistero. 

Nel 1869 hanno inizio una serie di lavori che nel corso di quarant’anni porteranno sensibili cambiamenti all’assetto complessivo della pieve e del suo intorno.Tra il 1869 e il 1876 viene costruito il nuovo campanile con pietre provenienti dalle cave di Sasso e di Scurano. Nel 1896 viene compiuto un abbassamento del terreno tutt’intorno la pieve e vengono realizzate tre corsie che collegano le tre porte di accesso alla pieve coi corrispondenti cancelli presenti nella recinzione del sagrato. Sono dello stesso anno la costruzione delle cappelle laterali e il prolungamento dell’abside principale, definendo così l’assetto dell’edificio che si è tramandato sino ai giorni nostri.

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creato: mercoledì 15 dicembre 2004
modificato: venerdì 5 agosto 2011