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SUMMARY:Cosa guardo\, cosa vedo
DESCRIPTION:12 maggio 2024\, ore 17 | Palazzo Bossi Bocchi\na cura di Simone Bramante\, in dialogo con Antonella Ramazzotti \nIl nostro tempo è caratterizzato da un’abbondanza di fotografie\, grazie alla crescente tecnologia che aumenta costantemente la risoluzione dei sensori delle fotocamere. Smartphone e macchine fotografiche garantiscono oggi risoluzioni impressionanti\, raggiungendo anche i 100 megapixel e oltre. Tuttavia\, nonostante questa proliferazione di pollici e pixel\, i dati raccolti\, sia online che offline\, ci raccontano quanto poco tempo dedichiamo all’osservazione delle fotografie. Maggiore è\, infatti\, la quantità di device che abbiamo a disposizione\, minore è il tempo che passiamo ad osservare un’immagine. \nCome è cambiato allora il nostro modo di fruire l’immagine con l’evoluzione tecnologica? Com’è si è trasformato il modo di vivere i musei e di divulgare oggi contenuti artistici? \nSimone Bramante in arte Brahmino\, direttore creativo\, autore e fotografo italiano più seguito su Instagram – in dialogo con la storica dell’arte Antonella Ramazzotti – cercherà di rispondere a questi e ad altri interrogativi che hanno l’obiettivo di renderci più consapevoli su come usufruiamo dell’informazione visiva e dei processi artistici nell’era digitale. \nL’evento è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. \nPer maggiori informazioni:\nguide@fondazionecrp.it
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SUMMARY:Carlo Bavagnoli e Cara Parma: il racconto di una città
DESCRIPTION:21 aprile 2024\, ore 17 | Palazzo Bossi Bocchi\na cura di Antonella Ramazzotti \nUn punto di riferimento affettivo\, un luogo dove condividere amicizie e passione per l’arte\, la cultura e la fotografia: questa era Parma agli occhi di Carlo Bavagnoli.\nIl fotografo di origini piacentine fu introdotto alla città ducale dall’amico Attilio Bertolucci nel 1957 e ne condivise da subito le frequentazioni: Pietro Barilla\, Pietrino Bianchi\, Giancarlo Artoni\, Giorgio Cusatelli\, Roberto Tassi e altri\, attivi protagonisti del clima culturale che ha caratterizzato la Parma degli anni ’60 e ’70. \nColpito dalla bellezza e dalla serenità della “piccola capitale”\, Bavagnoli iniziò ad immortalare le sfaccettature dei suoi abitanti con scatti d’effetto. Fu Pietro Barilla che\, cogliendo il potenziale di quelle fotografie\, decise di farle diventare libro\, trovandone lui stesso il titolo “Cara Parma” e promuovendone la pubblicazione con la collaborazione del grafico Erberto Carboni e dell’editore Amilcare Pizzi\, i migliori dell’epoca nei rispettivi campi. Pubblicato nel 1961\, “Cara Parma” divenne quindi un successo indiscutibile\, tanto che l’anno seguente Life e Times Londra ne trassero alcune immagini per due ampi servizi\, presentando così la città ad una platea internazionale. \nGli scatti di “Cara Parma”\, insieme ad altri 29.385 negativi e a 150 volumi rari fotografici internazionali\, sono oggi custoditi nelle sedi di Fondazione Cariparma. \nRipercorrendo le prime e seconde scelte dell’Archivio Bavagnoli\, la storica dell’arte Antonella Ramazzotti guiderà il pubblico nell’esplorazione del racconto fotografico “Cara Parma” per meglio comprenderne la genesi. \nL’evento è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. \nPer maggiori informazioni:\nguide@fondazionecrp.it \nPer saperne di più
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