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SUMMARY:Donne allo Specchio. Eleganza\, emancipazione e lavoro nella moda tra ‘800 e ‘900
DESCRIPTION:La mostra “Donne allo Specchio. Eleganza\, emancipazione e lavoro nella moda tra ‘800 e ‘900” è un percorso espositivo multisensoriale dedicato alla moda e ai diversi ruoli della donna in questo particolare periodo storico. Attraverso un viaggio nel mondo della moda – intesa non solo come un fenomeno estetico ma anche come un sistema di produzione manifatturiera e industriale – la mostra ha l’obiettivo di mettere in luce il progressivo e lento processo di emancipazione della donna e i cambiamenti di costume che ne sono scaturiti. \nL’esposizione\, aperta al pubblico dall’8 marzo al 25 maggio\, si snoda lungo cinque spazi in cui sono allestite le opere: dipinti e disegni – tra cui opere di Giovanni Boldini\, Pompeo Mariani e Ambrogio Antonio Alciati\, appartenenti alla Collezione Bruson di Fondazione Cariparma insieme a manifesti pubblicitari\, riviste di settore italiane e francesi\, cataloghi di moda\, abiti e accessori originali dell’epoca. \nPer la prima volta le opere in mostra sono accompagnate da didascalie interattive\, curatoriali e tematiche\, dedicate ai più piccoli\, tattili e olfattive. \nAlla fine dell’Ottocento si registrano\, su scala nazionale\, circa un milione e mezzo di donne lavoratrici nell’industria tessile\, nella produzione di biancheria\, nelle stirerie e nel commercio della moda. Anche Parma riflette questa dinamica\, illustrata in apertura della mostra con una panoramica sul settore tessile parmense e sulla produzione di busti per signora di cui si possono ammirare alcuni esempi esposti\, curata dall’Archivio Storico del Comune di Parma. Tale attività\, che raggiunge il suo apice agli inizi del secolo sarà segnata\, nel 1907\, dal primo sciopero delle bustaie di Parma che\, guidate da Alceste De Ambris\, segretario della Camera del Lavoro\, si ribellarono ai salari inadeguati e alle condizioni di lavoro insopportabili e portarono alla sospensione della produzione di busti per cinquanta giorni. \nNello stesso periodo\, Parma vanta anche una consolidata tradizione nell’industria profumiera all’interno della quale le donne furono impiegate in diverse fasi della produzione. La “Violetta di Parma”\, la “Duchessa di Parma” e “Acqua di Parma” sono le fragranze più celebri dei marchi Borsari e OPSO (Officina Parmense Sostanze Odorose) che si imposero nel settore profumiero.\nNel panorama nazionale la produzione di merletti è un’altra importante manifattura che vede la manodopera femminile protagonista. La mostra ne fornisce alcuni spunti anche grazie alla collaborazione con il Museo del Merletto di Burano. \nIl percorso espositivo prosegue con un approfondimento sulla borghesia ottocentesca\, la nuova classe emergente che\, grazie allo sviluppo economico\, utilizza la moda come espressione del proprio successo. La donna di questi anni ha un ruolo ancora subordinato alla figura maschile; stretti busti e gonne vaporose\, abiti elaborati e difficili da portare sanciscono il confinamento della donna nella dimensione domestica. Una condizione che si riflette anche nell’arte dell’epoca come si evince dai ritratti di Boldini e Bocchi in mostra\, ma anche dagli abiti\, dai corpetti e dai busti esposti\, in prestito dalla Collezione abiti antichi di Camilla Colombo. \nIl desiderio di distinzione della nuova classe borghese\, che ricerca l’eleganza a costi accessibili\, determina una profonda trasformazione dei modelli di consumo nelle città europee dove sorgono i primi grandi magazzini\, templi innovativi del commercio. Questi nuovi spazi commerciali non si limitano alla semplice vendita\, ma offrono al pubblico un’esperienza immersiva. Le strategie promozionali si fanno sempre più innovative: i cataloghi illustrati permettono di sfogliare comodamente da casa le ultime novità\, i grandi manifesti pubblicitari colorano le città\, mentre le inserzioni pubblicitarie sui quotidiani e sui periodici femminili amplificano il desiderio\, facendo leva sulle aspirazioni della nuova clientela. Con il progressivo aumento dell’alfabetizzazione femminile\, infatti\, prende piede il giornalismo di moda – a cui è dedicata un’intera sala espositiva dove è possibile sfogliare riviste femminili italiane e francesi\, fra cui Margherita. Giornale delle Signore Italiane\, e cataloghi di moda\, in versione digitale attraverso uno schermo touchscreen. \nNell’ultima parte espositiva la mostra si sofferma sull’inizio del nuovo secolo che segna l’avvio di un lento ma progressivo processo di emancipazione femminile con la donna nuova protagonista degli spazi pubblici del divertimento – come caffè\, casinò e teatri – prima riservati al solo pubblico maschile.\nLe attrici\, protagoniste anche di alcuni disegni in mostra\, sono le nuove muse ispiratrici della moda femminile. La bellezza e l’eleganza diventano espressione di un nuovo protagonismo femminile. I dipinti di Boldini\, Mariani\, Alciati e De Strobel\, testimoni di questa nuova tendenza\, sono accompagnati da didascalie di approfondimento\, tattili e olfattive studiate in collaborazione con Mouillettes & Co che aiutano il visitatore a meglio comprendere il clima dell’epoca. \nCon lo scoppio della Grande Guerra la donna acquisisce una nuova autonomia e inizia a ricoprire un ruolo attivo nella società. Le tendenze degli anni ‘20 e ‘30 del Novecento rispecchiano quindi la nuova figura femminile che lavora\, fa sport e guida l’automobile\, e che abbandona quindi il busto per indossare abiti dalle linee dritte\, copricapi sobri e minimali e tagli di capelli corti\, nuovo simbolo della donna indipendente e audace. \nALLESTIMENTO MOSTRA
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LOCATION:Palazzo Bossi Bocchi\, Strada al ponte Caprazucca\, 4\, Parma\, 43121\, Italia
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SUMMARY:Busseto liberata. Resistenti\, internati\, popolazione civile: volti e protagonisti
DESCRIPTION:Inaugura alla Biblioteca di Busseto di Fondazione Cariparma la mostra Busseto liberata. Resistenti\, internati\, popolazione civile: volti e protagonisti\, un interessante itinerario che ripercorre le varie fasi della Resistenza e del primo dopoguerra nel territorio bussetano attraverso immagini\, video\, ritratti fotografici\, pubblicazioni a stampa\, manifesti d’epoca\, dipinti e sculture. \nOrganizzata da Fondazione Cariparma assieme alla sezione ANPI di Busseto\, il percorso si articola in quattro sezioni\, ad iniziare dalla Resistenza armata a cui parteciparono circa 120 partigiani\, patrioti e benemeriti bussetani\, la maggior parte dei quali operava nella Divisione “Val Ceno” dell’Appennino parmense\, nella Val d’Arda piacentina oltre che nelle S.A.P. di pianura: tutto questo testimoniato da riproduzioni d’epoca e\, in particolare\, da suggestivi ritratti dei protagonisti bussetani della Resistenza; arricchisce la sezione l’originale manifesto del 1975 per l’inaugurazione del Monumento ai Caduti per la Libertà\, assieme ad un dipinto di Vincenzo Vernizzi (prestito ANPI di Busseto) dedicato all’evento. \nLa mostra prosegue con l’altra Resistenza\, ovvero quella degli internati militari italiani (I.M.I.)\, tra i quali Giovannino Guareschi\, con originali testimonianze e immagini dei reduci bussetani. \nBusseto 1943-45\, la guerra è invece una sezione dedicata al conflitto armato che ha avuto luogo nelle vie del paese: il dramma del conflitto è testimoniato attraverso alcune immagini dei vari luoghi di Busseto toccati dalle azioni belliche. \nUltima sezione è infine l’appendice dedicata al Dopoguerra: un profilo storico relativo ai danni di guerra\, all’attività del Comitato di Liberazione Nazionale\, alle prime elezioni libere\, agli organismi comunali\, senza dimenticare i cosiddetti “treni della felicità” che anche a Busseto fecero tappa con l’ospitalità di bambini del Sud bisognosi di cure e assistenza. \nIl percorso si conclude nel vivo di coinvolgenti interviste video che\, negli anni\, il fotografo Francesco Manganelli ha realizzato con gli ultimi Partigiani di Busseto. \nA completare l’offerta di Busseto liberata saranno esposte alcune opere appartenenti alle Collezioni d’arte di Fondazione Cariparma che\, per le tematiche affrontate\, ben si inseriscono nel racconto espositivo: due straordinari bronzi dello scultore Renato Marino Mazzacurati (Il fucilato\, 1956 e Testa del Partigiano\, 1956) e un disegno di Ubaldo Bertoli\, Nella 47° (1993)\, che lo ritrae insieme ai compagni partigiani della 47° Brigata. \n____________________________________________________ \nMostra aperta ogni seconda domenica del mese in occasione di “Meravigliosa biblioteca”\n(visite guidate alle 10 e alle 11.15) e ogni sabato pomeriggio alle 16.30. \nInfo: biblioteca.busseto@fondazionecrp.it \nBiblioteca di Busseto\, Via Roma\, 38 – 43011 Busseto (PR)\nTel. 0524-92224.
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