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SUMMARY:La città di carta
DESCRIPTION:L’offerta espositiva di Palazzo Bossi Bocchi si arricchisce di una nuova sezione semi-permanente: “La città di carta”\, che analizza la cartografia della nostra città evidenziandone i cambiamenti grafici e tipologici avvenuti nei secoli: dalla metà del 1500 ai primi anni del XX secolo; da immagine per viaggiatori a forma di controllo del territorio\, da mappa scientifica a cartina turistica. \nCon questa piccola esposizione è data la possibilità ai visitatori di osservare e confrontare le diverse rappresentazioni della città nei secoli. La cartografia è una rappresentazione grafica non completa della realtà visibile\, che seleziona e limita determinati oggetti o funzioni. La città raffigurata non è mai quella città\, ma l’idea convenzionale che di essa in una certa epoca si è avuta e che il disegnatore ha interpretato e trasmesso. Le prime rappresentazioni della città avevano funzione di rappresentanza\, comparivano spesso nei volumi dei grandi viaggiatori\, servivano da “marketing territoriale” ai governanti per valorizzare il proprio prestigio attraverso l’immagine cartografia delle loro città\, rappresentata sempre in modo idealizzato\, e dei loro possedimenti. Dall’inizio dell’800\, con l’introduzione del catasto\, la cartografia assume invece un ruolo politico-amministrativo\, funzionale allo sviluppo del territorio. \nAttraverso l’osservazione e il confronto tra le mappe\, non solo si può cercare di ritrovare un’immagine che il tempo e la storia hanno cambiato\, ma si possono ritrovare tutte le tracce per comprendere le strutture culturali attraverso le quali è stata rappresentata la città. \nIl percorso espositivo \nDalla città attuale\, rappresentata anche dalla aerofotogrammetria\, attraverso una linea del tempo a ritroso\, il percorso giunge alle vedute di metà 800. Una piccola sezione è dedicata alla cartografia del territorio: dalle antiche mappe del Ducato farnesiano si passa al Ducato luigino\, per arrivare alle mappe topografiche della provincia di Parma\, post unità d’Italia di inizio ‘900. La sezione termina con due mappe realizzate dalla Cassa di Risparmio di Parma\, negli anni ’60\, per valorizzare la propria comunità di riferimento promuovendone eccellenze enogastronomiche\, architettoniche e paesaggiste. \nL’esposizione prosegue con una panoramica sulla produzione cartografica a stampa\, destinata a divulgare e rendere pubblica l’immagine della città. Le rappresentazioni sono state suddivise\, cronologicamente\, individuando l’evolversi delle modalità rappresentative secondo quattro fondamentali filoni: iconografie prospettiche\, prospettive planimetriche\, vedute e planimetrie catastali. \nCon questa esposizione Fondazione Cariparma conferma la propria vocazione di promotore dello sviluppo e del benessere della Comunità di Parma e della sua provincia. Un vero e proprio investitore sociale\, che vede nelle persone l’urgenza più importante da accompagnare in questo periodo di trasformazione dei territori verso un futuro migliore\, più inclusivo ed equo. Anche questo racconto espositivo\, infatti\, è pensato per favorire maggior conoscenza e consapevolezza nei visitatori di Palazzo Bossi Bocchi. \n______________________ \nAperta al pubblico dal 30 settembre 2023 nei pomeriggi di martedì e giovedì (orari 15.30-18) e nelle giornate di sabato e domenica (orari 10-12.30 / 15.30-18) \nTutte le attività di Palazzo Bossi Bocchi sono ad ingresso gratuito \nPER I GRUPPI PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA tramite mail guide@fondazionecrp.it \n 
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SUMMARY:La casa del museo: Palazzo Bossi Bocchi e La musica nell’Europa fin de siècle
DESCRIPTION:Il primo giovedì della rassegna autunnale non è dedicato alla collezione artistica ma all’architettura che la contiene: un edificio di antica fondazione che vede oggi mutato il suo utilizzo ma non tradita la sua originaria realtà di storico palazzo residenziale. \nLa musica nell’Europa fin de siècle\nLa visita guidata sarà seguita da una performance musicale eseguita dagli allievi del Conservatorio A. Boito di Parma \nEvento a ingresso gratuito\, posti limitati\, prenotazione obbligatoria a guide@fondazionecrp.it guide@fondazionecrp.it \nGiovedì 5 ottobre evento inserito nel programma della rassegna Verdi OFF 
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SUMMARY:La crudeltà della guerra: Rogo d’eroi di Daniele de Strobel e Suoni in conflitto: l’emancipazione della dissonanza
DESCRIPTION:Eseguita nel 1905\, Rogo d’eroi si aggiudicò nell’anno successivo a Milano il Premio per la Pace. Attraverso questo suggestivo dipinto\, dedicato al tremendo conflitto tra Russia e Giappone del 1905\, de Strobel ha voluto mettere in scena come su un grande palcoscenico l’orrore della guerra\, senza scene patetiche\, mostrandone il lato più crudele. L’artista\, pacifista convinto\, voleva in tal modo “educare” il pubblico sui reali effetti dei conflitti tra i popoli. Nonostante sia passato più di un secolo dalla sua creazione\, Rogo d’eroi è ancora oggi purtroppo attuale. \nSuoni in conflitto: l’emancipazione della dissonanza\nLa visita guidata sarà seguita da una performance musicale eseguita dagli allievi del Conservatorio A. Boito di Parma \nEvento a ingresso gratuito\, posti limitati\, prenotazione obbligatoria a guide@fondazionecrp.it guide@fondazionecrp.it \nGiovedì 12 ottobre evento inserito nel programma della rassegna Verdi OFF 
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SUMMARY:«Non sembiava imagine che tace» viaggio alla scoperta delle immagini che Dante ha usato nella Divina Commedia
DESCRIPTION:Nell’edizione del 2021 de’ I Giovedì dell’arte\, in concomitanza con le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante\, è stata presentata la preziosa Divina Commedia illustrata da Amos Nattini\, edita nel 1939 e conservata presso nelle Collezioni d’Arte di Fondazione Cariparma. Nel solco di quella iniziativa\, viene proposto quest’anno un percorso a ritroso\, un viaggio nell’Inferno dantesco alla ricerca di alcuni dei suoi possibili riferimenti visivi\, pur nella consapevolezza che non esista un diretto precedente iconografico di nessuna delle tre cantiche. Non sarà inutile ricordare che Dante\, come ogni intellettuale e buon cristiano del suo tempo\, conosce il valore delle arti figurative e la loro straordinaria capacità di suscitare memoria\, emozioni\, addirittura profonda empatia e dunque desiderio di emulazione.\nÈ pertanto assai probabile che Dante\, al momento di creare le sue “immagini in forma di poesia”\, attingesse con intenzione e piena consapevolezza al ricco e multiforme patrimonio figurativo\, che i suoi occhi e la sua mente erano andati accumulando tanto negli anni fiorentini quanto in quelli del doloroso esilio. \nEvento a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
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