1860: prima e dopo. Gli artisti parmensi e l'Unità d'Italia

In esposizione circa 150 opere di oltre 50 artisti tra dipinti, sculture, incisioni, disegni e arredi alla scoperta dell’arte nei ducati parmensi dagli ultimi Borbone alla completa unificazione d’Italia. Inaugurazione 15 gennaio 2001, ore 17.00

 
 

Nell’anno che vede il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la Fondazione Cariparma, in stretta collaborazione con la Biblioteca Palatina di Parma, contribuisce a tale importante appuntamento con la realizzazione di tre distinti appuntamenti cadenzati nell’arco del 2011: si tratta della mostra 1860: prima e dopo. Gli artisti parmensi e l’Unità d’Italia (dedicata allo studio dell’arte parmense nel periodo tra la dominazione degli ultimi Borbone e i primi anni successivi all’unificazione del Paese (1870), l’esposizione La cultura nel Ducato di Parma alla vigilia dell’Unità d’Italia: le letture della Corte (progetto che vuole rappresentare l’eccellente patrimonio culturale del Ducato di Parma portato in dote allo Stato nazionale sotto forma di manoscritti, incunaboli e libri a stampa posseduti dalle dinastie regnanti) ed infine la mostra Pittori topografi. L’immagine di Parma tra Ducato e Unità d’Italia (un progetto dedicato al confronto tra riprese fotografiche odierne e le vedute di esterni/interni dipinte dagli artisti parmensi intorno al periodo dell’unità nazionale).

 

Il primo dei tre appuntamenti, ovvero la mostra 1860: prima e dopo. Gli artisti parmensi e l’Unità d’Italia è previsto a Palazzo Bossi Bocchi dal 15 gennaio al 27 marzo – inaugurazione sabato 15 gennaio, ore 17.00. Tale esposizione, attraverso un ricco panorama di opere, talvolta inedite, di pittura, incisione, scultura, architettura, fotografia, filatelia, numismatica e arti decorativein collaborazione con Biblioteca Palatina di Parma, Collezioni d’arte del Palazzo del Quirinale, Comune di Parma, Provincia di Parma, Fondazione Museo “Glauco Lombardi” di Parma, Soprintendenza al Patrimonio Artistico, Storico ed Etnoantropologico di Parma e Piacenza, IPSIA “Primo Levi” e Liceo d’arte “Paolo Toschi” – si fregia del logo ufficiale delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e vuole raccontare a un vasto pubblico l’impatto che i rivolgimenti storici ebbero sulle strategie professionali e sulla produzione artistica locale: nel breve tempo che ruota intorno al processo storico dell’unità nazionale, gli artisti degli Stati parmensi ebbero infatti un ruolo assai più significativo di quanto finora considerato.

 

Poco studiate sono certamente la committenza dei Borbone e la svolta da loro impressa sul gusto e sull’insegnamento artistico, così come non sufficientemente indagato appare il ruolo degli artisti parmensi e piacentini presso la nuova Corte italiana e la gloriosa Accademia locale, unificata a quelle di Modena e Bologna fino al 1877.

 

In particolare, due generazioni, quella che negli anni Cinquanta insegnava presso l’Accademia di Parma e l’Istituto Gazzola a Piacenza e quella che vi studiava, dovettero affrontare un periodo lungo e tormentato, certo ricco di tensioni ideali e di entusiasmanti trasformazioni, ma anche gravato da incertezze istituzionali e materiali che rendevano particolarmente precarie le condizioni per l’esercizio e la ricerca nel campo delle arti.

 

Oltre che con i rivolgimenti politici, la scuola parmense, che eccelleva nel campo dell’incisione tanto da essere confermata anche dopo l’Unità quale unico centro di specializzazione italiano, dovette confrontarsi con la nascente arte della fotografia, tecnica che le avrebbe via via sottratto il monopolio della riproduzione iconografica.

 

Formati in genere al purismo accademico, gli artisti dei ducati parmensi furono stimolati dall’epoca tumultuosa di cui si fecero velocemente protagonisti: soprattutto sul piano dei temi da trattare. Oltre le fortunate scene di genere e le solite vedute pittoresche, alcuni di loro si spinsero ad inscenare soggetti esotici; la maggior parte s’indirizzò comunque verso una pittura di storia, ricca di riferimenti agli eventi in atto, alla glorificazione degli artisti locali o italiani del passato, alla celebrazione degli antenati dei diversi regnanti.

 

In architettura, l’avvento dei Borbone aveva segnato da una parte l’avvio di una riforma urbana, dall’altra un netto rifiuto del monopolio classicista vigente in Accademia a favore di un variegato storicismo. Tale aggiornamento sulle tendenze europee favorì il perfezionamento di alcuni professionisti e decoratori poi tanto apprezzati dai Savoia da meritare prestigiosi incarichi nei maggiori palazzi delle nuove capitali, Firenze prima e poi Roma.

 

Onori dunque alla scuola d’arte locale, confermati anche dalla scelta di tenere a Parma il I Congresso Artistico Italiano; ma d’altro canto, contemporaneamente, il saccheggio delle regge parmensi che, nonostante le assicurazioni della prima ora, furono spogliate dai Savoia di tutti i pezzi migliori, causando la diaspora di un preziosissimo insieme di arredi artistici nelle varie residenze regie italiane.

 

Il percorso della mostra 1860: prima e dopo. Gli artisti parmensi e l’Unità d’Italia – ideata e curata da Gianfranco Fiaccadori e Alessandro Malinverni (Università di Milano) e Carlo Mambriani (Università di Parma) – si articola in due sezioni: la prima dedicata alla formazione nell’Accademia di belle arti (i concorsi interni, i soggiorni di perfezionamento all’estero, le esposizioni nazionali e internazionali) e alle prime commissioni disponibili ai giovani artisti (la Società d’Incoraggiamento, la committenza pubblica e privata); la seconda al rapporto con le due dinastie delle quali gli artisti furono sudditi: i Borbone-Parma e quindi i Savoia. I sovrani ebbero un ruolo centrale, con il loro mecenatismo, nel procurare occasioni di sussistenza ai giovani allievi dell’Accademia che si avviavano alla professione e, talvolta, nell’offrire loro diretta protezione anche per la successiva fase di perfezionamento.

 

Due scuole superiori di Parma hanno collaborato all’iniziativa con il lavoro di studenti e docenti: l’IPSIA “P. Levi” ha confezionato i costumi dell’ultima duchessa, Luisa Maria, e del primo re, Vittorio Emanuele II, ispirati ai ritratti esposti in mostra; il Liceo d’Arte “Paolo Toschi” ha curato il restauro dei gessi della sua Gipsoteca.

 

Sul piano della conservazione e della valorizzazione, è da ricordare che – in occasione di tale esposizione - diverse opere sono state appositamente restaurate, recuperate dai depositi o ricongiunte dopo decenni, permettendo nuove scoperte critiche: la Contadinella di Cecrope Barilli del Quirinale, il Vecchio soccorso da un fanciullo di Ignazio Affanni della Provincia di Parma, l’antico e prezioso pugnale (Musei Civici di Piacenza) con la sua teca, donati dalla duchessa reggente al piacentino Istituto Gazzola, la cornice neobarocca con una Madonna del Bissoli, uno scranno neogotico e il ritratto di Luisa Maria con il figlio Roberto I di Giulio Carlini, di proprietà della Galleria Nazionale.

 

            Evento collaterale alla mostra sarà anche un ciclo di conferenze settimanali coincidenti con la durata della mostra (presso Palazzo Bossi Bocchi, con inizio alle ore 17.30) dedicate ad approfondire, con la presenza di autorevoli relatori, il periodo artistico che insiste attorno al processo storico dell’unità nazionale; a ciascun incontro seguirà una visita guidata alla mostra.

 

Mostra

1860 prima e dopo. Gli artisti parmensi e l’Unità d’Italia

Parma, Palazzo Bossi Bocchi, 15 gennaio-27 marzo 2011

 

Orari: Martedì-Domenica, 10.00/12.30 e 15.30/18.00

Ingresso libero

 

Contatti: 0521-532108 - www.fondazionecrp.it

 

Principali prestatori:      Presidenza della Repubblica Italiana, Collezioni d’arte del Quirinale; Accademia Nazionale di Belle Arti, Parma; Archivio di Stato, Parma; Archivio Storico del Comune di Parma; Biblioteca Marucelliana, Firenze; Biblioteca Palatina, Parma; Biblioteca Passerini-Landi, Piacenza; Cariparma s.p.a.; Collezioni d’arte della Fondazione Cariparma e del Monte di Credito su Pegno di Busseto; Comune di Berceto; Comune di Parma; Comune di Trecasali; Duomo di San Moderanno, Berceto; Fondazione Museo “Glauco Lombardi”, Parma; Galleria Nazionale, Parma; Galleria d’Arte Moderna “Ricci-Oddi”, Piacenza; Liceo d’Arte “Paolo Toschi” di Parma; Musei Civici di Palazzo Farnese, Piacenza; Istituto Gazzola, Piacenza; Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Primo Levi”, Parma; Ordine Costantiniano di San Giorgio, Parma; Parrocchia di Ognissanti, Parma; Parrocchia di San Pietro, Vigatto; Parrocchia dei SS. Donnino martire e Silvestro papa, Castione Baratti di Traversetolo; Provincia di Piacenza; Provincia di Parma; Liliano Lamberti, Parma; Collezione Michelotti, Parma; Roberto Spocci, Parma; Collezioni private

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ProprietÓ dell'articolo
creato: lunedý 10 gennaio 2011
modificato: lunedý 8 agosto 2011