La nota associazione culturale francese GHAMU, Groupe Histoire Architecture Mentalités Urbaines ha recentemente visitato la nostra città. Tra il 16 e il 20 giugno scorsi era infatti a Parma un’importante delegazione di specialisti del Settecento europeo legati all’università parigina della Sorbona.
I soci GHAMU si recano ogni anno in centri europei che conservino rilevanti testimonianze artistiche e culturali del XVIII secolo e, per il tour del 2010 hanno scelto Parma. Il prof. Daniel Rabreau, presidente del sodalizio, ha incaricato il collega Carlo Mambriani, storico dell’architettura dell’Università di Parma, di organizzare gli itinerari di visita ai principali monumenti settecenteschi parmensi e in particolare a quelli legati al periodo borbonico.
Con l’arrivo a Parma dei Borbone, infatti, i vincoli con la Francia si fecero molto intensi. Molti istituti culturali e monumenti della nostra città conservano preziose testimonianze di questo intenso scambio di esperienze artistiche, filosofiche, politiche e culturali, che portò Parma a essere definita l’«Atene d’Italia»: il Museo Lombardi, la Galleria Nazionale, il Museo Archeologico, la Biblioteca Palatina, l’Accademia di Belle Arti, il Liceo d’Arte, l’Ordine Costantiniano, il Giardino Ducale, i palazzi Sanvitale, Corradi-Cervi, Marchi e molti altri, senza dimenticare, naturalmente, lo straordinario complesso della Reggia di Colorno.
Tra le collezioni d’arte visitabili più ricche di cimeli e documenti spicca sicuramente quella della Fondazione Cariparma, visitata venerdì 18 giugno dal gruppo francese che ha così potuto ammirare le decine di disegni autografi di Ennemond-Alexandre Petitot, appositamente esposti e le altre importanze testimonianze del secolo dei lumi.
Accolti dal Presidente della Fondazione Cariparma Carlo Gabbi, gli ospiti d’oltralpe hanno apprezzato in particolare i progetti di Petitot inerenti l’operazione di rinnovo della città di Parma, condotta proprio 250 anni or sono, nella primavera e nell’estate del 1760, per festeggiare le nozze della figlia dei duchi, Isabella, con l’erede al trono imperiale d’Austria Giuseppe.
La visita del GHAMU rientra quindi nella serie di iniziative che la Fondazione Cariparma e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambiente, Territorio e Architettura ha promosso a partire dal dicembre scorso per commemorare le ricorrenze borboniche dei 250 anni da alcuni importanti eventi per la storia parmense: dall’esposizione di un inedito ritratto della duchessa Babet, alla mostra sugli apparati effimeri e le memorie a stampa realizzati in suo onore, fino al convegno internazionale dedicato al primo decennio borbonico che si svolgerà a Parma, Sala Baganza e Colorno tra 16 e 18 settembre prossimi.