Nella consapevolezza del mutato scenario economico, ed in considerazione dell’aumento delle esigenze sociali da fronteggiare, negli ultimi anni la Fondazione ha scelto di concentrare il proprio impegno nella macro-area Servizi alla persona e, nell'ambito di questa, al settore Famiglia e valori connessi .
In particolare, la Fondazione ha ritenuto prioritario mettere al centro dei propri interventi “la famiglia”, intesa quale punto di riferimento privilegiato ed imprescindibile per la definizione e lo sviluppo di politiche sociali, educative ed assistenziali.
La tassonomia dei settori di intervento prevista dalla legge, oltre che la pluralità dei soggetti destinatari dell’attività della Fondazione, non devono infatti far dimenticare che l’obiettivo finale è il benessere delle persone, beneficiarie in ultima istanza degli interventi deliberati.
Il grado di efficacia dell’azione della Fondazione si misura quindi nella capacità di cambiare e migliorare la vita delle persone, offrendo loro nuove opportunità di crescita, occasioni di studio e di lavoro, recuperi di autonomia e di benessere psico-fisico. In particolare, obiettivo della Fondazione è che si realizzino interventi di aiuto alle persone finalizzati a produrre non solo semplici servizi o cambiamenti di tecnologie, ma cambiamenti a livello personale e sociale.
La complessità e la ponderosità dello scenario in cui la Fondazione opera portano ad evidenziare come si renda indispensabile l’azione congiunta di tutti i responsabili e di tutti gli attori del welfare locale: siano essi pubblici o privati, organismi del volontariato e della cooperazione sociale o imprenditori, mondo della scuola o della sanità, senza sostituirsi integralmente ad essi nella realizzazione di servizi di pubblica utilità.
Dalle analisi compiute dalla Fondazione, dal confronto e dalla collaborazione con le principali Istituzioni e le Organizzazioni di volontariato emerge una situazione socio economica della nostra provincia caratterizzata dalla crescente fragilità delle unioni familiari, con conseguente aumento delle famiglie monogenitoriali e in modo particolare delle madri sole con figli minori, dall’accentuarsi del disagio giovanile e della tossicodipendenza, facilitato dalle nuove forme di assunzione e dall’abbassamento del costo delle sostanze.
Il perdurare di una congiuntura economica sfavorevole, l’aumento della popolazione con carriere lavorative discontinue e frammentarie con problemi futuri di versamenti contributivi e possibili carenze di reddito, le difficoltà relazionali all’interno dei nuclei familiari, l’affermarsi di stili di vita trasgressivi e spesso rischiosi, soprattutto tra la popolazione giovanile, sono solo alcune delle cause che stanno provocando un ampliamento del rischio di impoverimento anche per quelle fasce sociali che sino a qualche anno fa erano in una condizione di relativo benessere.
Si ritiene che dallo scenario emerga un ben chiaro punto di riferimento imprescindibile, pena la perdita di efficacia, per la definizione delle politiche sociali ed assistenziali: la Famiglia. Ne consegue che il sostegno alla Famiglia costituisce un presupposto trasversale e globale per gli interventi di carattere educativo, sociale, assistenziale e sanitario.