Tra i settori di intervento della Fondazione Cariparma, quello dell’Arte e della Cultura è sempre stato tra i più rilevanti in termini di risorse economiche.
La Fondazione, oltre a favorire le molteplici attività culturali proposte da enti e realtà di Parma e Provincia, sostiene e promuove anche iniziative proprie.
Palazzo Bossi Bocchi, sede della Fondazione dal 1995, è anche la sede delle sue Collezioni d’Arte, che sono state ivi collocate in uno spazio espositivo permanente: il museo di Palazzo Bossi Bocchi. Esso, che costituisce una realtà importante attivata nel settore Arte e Cultura dalla Fondazione stessa, è stato concepito per essere una testimonianza della storia culturale ed artistica della città di Parma.
Le opere in esso custodite provengono da tre fonti: le raccolte della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, cedute nel dicembre 2002 alla Fondazione, le acquisizioni della Fondazione stessa e le donazioni private.
Il materiale è prevalentemente formato da un corpus di opere di artisti locali o che hanno lavorato per le corti dei duchi Farnese e Borbone, di Maria Luigia e durante l’epoca post-unitaria.
Dell’inizio del secolo XVI sono due tavole (un San Ludovico da Tolosa e un Madonna col Bambino) di Cristoforo Caselli detto il Temperello e uno splendido disegno di Parmigianino; del secolo XVII tra le altre, ricordiamo le Nature Morte del pittore di genere Felice Boselli, una Madonna col Bambino e San Giovannino di Luigi Amidani oltre ai due grandi ritratti di Ranuccio I Farnese e di Margherita Aldobrandini; fra le opere del XVIII secolo compaiono un importante fondo di disegni e progetti dell’architetto Ennemond Alexandre Petitot, le Battaglie di Francesco Antonio Simonini e i ritratti di Giovanni Maria delle Piane detto il Molinaretto e di Louis Michel Van Loo.
La Galleria dell'Ottocento è composta da olii e acquerelli dei pittori formatisi all’Accademia di Belle Arti di Parma: Alberto Pasini e Roberto Guastalla, fra gli orientalisti, Cecrope Barilli, Luigi e Salvatore Marchesi, Giulio e Giuseppe Carmignani e altri. Un interessante complesso pittorico di Giambattista Borghesi, pittore di corte della duchessa Maria Luigia, rappresenta la decorazione murale di uno studiolo parmigiano: acquistato ad un’asta dietro richiesta della Soprintendenza ai Beni Artistici di Parma, è stato ricomposto filologicamente in una delle stanze del museo. Del XX secolo fanno parte opere di Daniele De Strobel, Amedeo Bocchi, Donnino Pozzi e Bruno Zoni per la pittura, mentre per la scultura figurano i piccoli “animali” in bronzo e argento di Renato Brozzi e la donazione della vedova dello scultore Luigi Froni, formata da una ricca collezione di bronzi, marmi e gessi preparatori a testimonianza della lunga attività dell’artista.
Tra le altre donazioni, la raccolta Garbarino è sicuramente la più significativa: è formata da preziose raccolte di ceramiche italiane e orientali del XV e XVI secolo e di porcellane dei secoli successivi.
La collezione di cartamoneta, unica per completezza dopo quella della Banca d’Italia, è esposta nei sotterranei del Palazzo secondo un criterio che illustra un modo alternativo di leggere la storia d’Italia, dall'Unità ai giorni nostri, attraverso le emissioni di cartamoneta. Non mancano curiosità quali una raccolta di falsi ed esempi di tecniche di falsificazione.
Delle Collezioni d'Arte fanno parte infine una serie di arredi parmigiani, una raccolta iconografica di vedute e un ricco fondo di disegni e stampe riguardanti la città e il ducato.